C’è un posto a Roma, vabbè ce ne sono tanti ma questo è proprio particolare, dove accedere è semimpossibile. E uso questo aggettivo perchè con dei piccoli giochi di astuzia vi si può riuscire come nel caso dell’archeologo che si è travestito da netturbino incaricato di ritirare la spazzatura pur di riuscire solo a varcarlo il cancello di questa villa.

Si perchè Villa Albani, che ancora oggi è dimora privata della famiglia Torlonia, venne costruita nel ‘700 come raffinata casa di campagna ed elaborata ed arredata con il gusto antiquario da Winkelmann prima e da Anton Raphael Mengs poi e possiede affreschi etruschi della Tomba Francois di Vulci del IV secolo a.C. o il bassorilievo di Antinoo o l’affresco del Parnaso nel salone nobile ed altre opere che la rendono “la più grande collezione al mondo di statue romane”.

Entrarci non è facile ma basta solo crederci ed il sogno romano si trasforma in realtà.

C’è un posto a Roma, vabbè ce ne sono tanti ma questo è proprio particolare, dove accedere è semimpossibile. E uso questo aggettivo perchè con dei piccoli giochi di astuzia vi si può riuscire come nel caso dell’archeologo che si è travestito da netturbino incaricato di ritirare la spazzatura pur di riuscire solo a varcarlo il cancello di questa villa.

Si perchè Villa Albani, che ancora oggi è dimora privata della famiglia Torlonia, venne costruita nel ‘700 come raffinata casa di campagna ed elaborata ed arredata con il gusto antiquario da Winkelmann prima e da Anton Raphael Mengs poi e possiede affreschi etruschi della Tomba Francois di Vulci del IV secolo a.C. o il bassorilievo di Antinoo o l’affresco del Parnaso nel salone nobile ed altre opere che la rendono “la più grande collezione al mondo di statue romane”.

Entrarci non è facile ma basta solo crederci ed il sogno romano si trasforma in realtà.